Le prime testimonianze storiche della pratica del digiuno sono antichissime, infatti in tutto il mondo il digiuno ha sempre rappresentato un momento di riflessione, di preparazione e di espiazione. Ancora ignaro delle tecniche agricole, l’uomo preistorico si procacciava cibo cacciando e raccogliendo i frutti della natura e di sicuro non avrebbe mai immaginato che sarebbe arrivato il tempo in cui avrebbe potuto mangiare quattro o cinque volte al giorno senza dover compiere il minimo sforzo!
Spesso ci viene ribadito di mangiare ogni 3 – 4 ore anche in assenza di fame! Beh niente di più sbagliato! Con l’importante eccezione dei bambini, è certo che gli spuntini sono spesso un’abitudine piuttosto deleteria perché impongono un lavoro continuo al nostro apparato digerente sottraendo energie al riparo e alla rigenerazione oltre al fatto che per la maggiorparte si ricorre a spuntini poco salutari.
Ma quali sono i benefici del digiuno?
Sicuramente ce ne sono vari, ma già molto importante il ruolo che una rinuncia prolungata al cibo svolge nella riduzione dell’insulino-resistenza che è una patologia ormai costantemente diffusa già dalla giovane età e che spesso rappresenta il preludio di varie malattie cronico e neuro degenerative come l’Alzheimer, il diabete e varie malattie cardiovascolari. L’insulino-resistenza si verifica quando assumiamo troppo zuccheri ( in particolare quelli raffinati) e li assumiamo in eccesso rispetto alla nostra capacità di bruciarli e allora le cellule, sature iniziano a resistere all’insulina, cioè a questo ormone che permette al glucosio di entrare nelle cellule per usarlo come fonte di energia, restando così libero nel sangue. In tal modo le cellule in deficit energetico non riescono più a funzionare bene, producono maggiore stress ossidativo e si danneggiano. Lo zucchero in eccesso si accumula nel fegato sottoforma di glicogeno e grasso. Così abbiamo tanta energia bloccata nel tessuto adiposo e il digiuno ci aiuta proprio a sbloccare quell’ energia. Infatti dopo un paio di giorno di digiuno da zucchero il nostro corpo non rallenterà il metabolismo ma lo aumenterà del 10% attingendo alle scorte energetiche presenti nel grasso e producendo corpi chetonici che sono in grado di stimolare la produzione di nuovi mitocondri e darci così più energia Dunque il digiuno non affama , non toglie energia ma la libera!
Il digiuno mangia i muscoli? Spesso questa è un’altra convinzione che vorrei sfatare. Infatti se il tutto viene svolto in maniera controllata e giusta, seguiti da un esperto in nutrizione, quando il corpo è in modalità “brucia grassi” come nel digiuno di qualche giorno, avrà tantissima energia da prendere dal tessuto adiposo e solo dopo tantissimi giorni di digiuno l’organismo se non avrà più tessuto adiposo attingerà dai muscoli. Quindi l’entità delle scorte di grasso è un parametro molto importante da valutare per determinare la durata di digiuno adeguata ad evitare rischi.
Grazie al digiuno totale o parziale si agisce positivamente sul controllo di ormoni quali grelina e leptina che regolano l’appetito. Inoltre viene stimolata anche la produzione dell’ ormone della crescita GH che rallenta il deterioramento dei muscoli con l’avanzare dell’età.
Digiunando si riduce l’infiammazione cronica silente che arreca molti danno all’organismo e si diminuisce la formazione di radicali liberi, entrambi questi meccanismi sono alla base dell’invecchiamento e delle malattie cronico degenerative. Con il digiuno permettiamo alle cellule di ripararsi meglio e di potenziare i mitocondri che sono le nostre centrali energetiche .
Concludo dicendo e ribadendo che ovviamente esistono tante modalità di applicazione di questo digiuno e ne parleremo in un altro articolo e soprattutto non tutte le persone possono sostenerlo! E’ sconsigliabile per i bambini o per le persone che soffrono di malnutrizione o disturbi del comportamento alimentare o che utilizzano particolari farmaci come quelli per il diabete. Altamente sconsigliato anche in situazioni di gravidanza o allattamento. Quindi è necessario sempre essere seguiti da un esperto di nutrizione.